La Casa del Male. La recensione

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Milano, febbraio 1944.

Sono gli ultimi mesi di guerra, forse i più duri per Arturo e la sua famiglia, schiacciati dalle ristrettezze economiche e dai bombardamenti che colpiscono la città.

Arturo e suoi più cari amici, Vittorio e Luciano, stanno crescendo in fretta e ognuno di loro ha preso una direzione diversa: Vittorio con i fascisti, Luciano sempre più vicino alla lotta partigiana, mentre la direzione di Arturo è una sola, e ha il nome di Liliana. Così, malgrado Arturo non abbia occhi che per il suo giovane amore, e vorrebbe occuparsi solo di proteggerlo, la Storia lo strappa con forza dai suoi sogni giovanili per trascinarlo violentemente nella realtà.

La realtà ha il nome di Villa Triste, un enorme palazzo in via Paolo Uccello dove la famigerata Banda Koch imprigiona e tortura non solo i dissidenti ma anche chi ha osato esprimere giudizi contrari al Regime fascista. Nei pochi mesi in cui si svolge la trama del racconto Arturo, Liliana, Vittorio e Luciano dovranno crescere e decidere a chi affidare il loro senso di giustizia e la loro lealtà.

Annalisa Strada e Gianluigi Spini ricostruiscono con una penna precisa e mai retorica una vicenda che il tempo rischia di offuscare, quello delle violenze della Banda Koch e delle numerose Ville Tristi disseminate nel nostro paese durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Gli autori arricchiscono il racconto con un’appendice che spiega ai più giovani e ricorda agli adulti le biografie dei personaggi storici che incontriamo nel romanzo e contestualizza le vicende nel quadro storico in cui si svolgono.

#questodevileggerlo! se:

hai più di 11 anni

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ami scoprire vicende dimenticate


Annalisa Strada, Gianluigi Spini, La Casa del Male, De Agostini, 2021, pp. 192, € 13.90

 

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